Ritrovare l’origine

L’usanza delle popolazioni di un tempo, dove i beni alimentari venivno presi dal vicino di casa, magari contadino di mestiere, o nel negozietto del paese che si riforniva da contadini residenti nel paese stesso, ` ormai un ricordo. Sono rarissimi i posti in Italia e ancora più in Europa, dove accade questo.
Sino a pochi anni fa era impensabile poter risalire alla natura di un prodotto. Era Italiano? Lo si dava per scontato visto il timbro Made in Italy: era genuino? Si presumeva di si, dato che sembrava buono il prodotto, bello il colore, buono il profumo….. si andava un po a spanne e ci si basava molto sulla fiducia rivolta al commerciante. Il proliferare dei centri commerciali e delle grandi distribuzioni, poi ha ancora peggiorato la situazione, dove il contatto fra l’esercente e il cliente si ` ancora più accentuato. Fortunatamente, nel 1993, una direttiva comunitaria siglata 93/94 ha coinvolto le aziende produttrici e distributrici, con la pubblicazione di manuali di controllo appositi meglio conosciuti come HACCP’. Tale direttiva aveva come obiettivo quello di cambiare la mentalità del sistema agroalimentare, passando da una legislazione basata sulla repressione ad una basata sulla responsabilizzazione dell’operatore alimentare (dall’ispezione e dai controlli – e dalle conseguenti sanzioni, alla prevenzione dei rischi attraverso il controllo dei punti critici del processo produttivo) Il D.Lgs. 155/97 prevede il “numero del lotto”: si comincia cio` a riflettere sull’importanza di conoscere la storia e non solo le caratteristiche del prodotto finale. Forse si riteneva sufficiente l’HACCP per prevenire i rischi alimentari, ma ` la cronaca di tutti i giorni a farci sapere che non ` così. L’UE ha scelto una linea più centralizzata: non più una direttiva ma un regolamento, strumento legislativo subito in vigore su tutto il territorio comunitario (il regolamento entra in vigore con il recepimento attraverso una apposita legge nazionale).

 

 

La normativa vigente

Il 28 gennaio 2002 ` stato così pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il regolamento n. 178 che stabilisce i principi e i requisiti della legislazione alimentare. Entra in vigore il 1° gennaio 2005.
La macelleria Ronco si dimostra ancora una volta un passo avanti nell’utilizzo della tecnologia a protezione dei suoi clienti, dato che ` stata la prima in Piemonte e la seconda in Italia ad adottare le nuove bilance computerizzate fornite da CO.AL.VI., che oltre a effetuare la classica pesata dando l’importo della merce, evidenziano anche la tracciablità del prodotto. Con questa tecnologia ` possibile risalire alla filiera di produzione, dalla nascita del vitello al macello che si ` occupato di produrre la carne presente sul bancone.
Inoltre, su di un apposito schermo presente nel punto vendita, ` possibile divulgare informazioni nutrizionali, ricette, curiosità relative ai vari tagli di carne, fornendo cosi un piacevole servizio di intrattenimento per il personale in attesa di essere servito.
Con il sistema della tracciabilità, diventa praticamente impossibile, vendere prodotti sconosciuti o comunque non controllati, dato che ogni singolo momento della vita del bovino viene documentato in modo esaustivo. Personaggi ambigui che vendevano merce di provenienza inedita, non possono più metere a rischio la salute delle persone ed eventuali casi di merce avariata sono immediatamente identificabili e i responsabili perseguibili.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *