La carne nella storia evolutiva dell’uomo

Roma e l’eccedenza culinaria

Prima che Roma diventasse la potenza che noi conosciamo, i romani, solevano mangiare cose molto marginali, come pappe di cereali, verdure lessate e altre cose di poco valore gastronomico.
I nostri avi iniziarono ad avere una vita alimentare abbondante (e forse addirittura esagerata) solo con l'arrivo dell’Impero. Ispirata dalla vicina Magna Grecia, Roma cambiò le sue abitudini culinarie passando a lauti banchetti solo dopo il periodo arcaico, quando prese piede l'abitudine di fare grossi convitti semi pubblici, dove gli invitati non si contavano e spesso erano occasionali. Queste "cene" avevano principalmente lo scopo di far incontrare commercianti e facoltosi signori per intrattenersi in discorsi di affari.
Passiamo quindi da un alimentarsi quasi per sopravvivere (pappe di cereali, verdure, poca selvaggina e cosi via) ad un crescendo esagerato di cibi, spesso molto ricercati e studiati a puntino, per ostentare la propria facoltosità.
I romani, proprio come noi, avevano l'abitudine a fare una colazione veloce a base di avanzi della sera prima, ma consumata fugacemente in piedi. A metà giornata consumavano il pranzo, ma nello stesso modo dei giorni nostri: o mangiando qualcosa nei locali pubblici, tipo i nostri bar e tavole calde, o portandoselo da casa. Solo alla sera, facevano una cena completa, dall'antipasto al dolce.
Con l'aumentare del benessere e della ricchezza, aumento anche esponenzialmente il consumo di carne, tanto che i più facoltosi iniziarono ad usare gli schiavi per approvvigionare le loro cucine.
Nella Roma imperiale, la frenesia dei cibi divenne veramente forte, tanto che molti nobili, per potersene appropriare, spendevano enormi fortune, sino a ridursi sul lastrico.
Però per molto tempo la carne fu ad uso e consumo dei soli nobili e dei facoltosi, tanto che divenne in molti casi merce di scambio per ottenere il favore delle popolazioni. Si arrivò addirittura a fare delle vere e proprie donazioni, come dei sussidi.
La plebe iniziò a cibarsi regolarmente di carne solo dopo il III° secolo d.C. quando le leggi restrittive subirono un allentamento anche grazie al fatto che le bestie vecchie e inadatte al lavoro furono messe a disposizione delle macellerie del tempo.

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